Chapter 12
La porta delle domande che tremano
Elias si trova davanti alla porta segnata dalla E sbiadita. Dopo aver esitato, riesce ad aprirla ponendosi una domanda che lo tocca nel profondo. All'interno scopre una stanza dove i ricordi si materializzano in modo surreale, tra oggetti familiari e scene della sua infanzia. L’uomo anziano mostra segni crescenti di emozione, mentre Elias si avvicina a un baule che contiene la verità sulla sua identità. Proprio quando sembra pronto a scoprire tutto, un dettaglio inatteso rimette tutto in discussione, lasciando Elias sospeso tra paura e speranza.
Elias fissò la porta, la mano ancora tesa sulla maniglia fredda. Dall’altra parte, quel sussurro aveva il potere di un temporale: breve, ma carico di tutto ciò che non si osa chiedere. Dietro di lui, l’uomo anziano si aggiustava il bavero con la precisione di chi sa che i momenti importanti arrivano sempre quando la giacca fa le pieghe peggiori.
Il venditore di gelati, intento a lucidare le vaschette dei ricordi con uno strofinaccio di malinconia, lanciò il suo ultimo consiglio dallo stipite: «Se senti brividi, apri pure: di solito è solo nostalgia a corrente alternata.»
Elias, in cerca del coraggio promesso dal cartello, sussurrò sottovoce una domanda sospesa da una vita: «Cosa succede se sono davvero stato dimenticato da tutti?»
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