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Chapter 4

Capitolo 4 — La dimensione che non è

Luce raggiunge il cuore della città giallo-verde seguendo il segnale del Dio Gatto. La Regina delle Gatte lo conduce attraverso una soglia nascosta in un edificio verde, dove la realtà si dissolve in uno spazio che non appartiene a nessuna dimensione conosciuta: una distesa di luce verde smeraldo dove la terra non è ferita ma viva. Il Vecchio Custode appare in questo spazio liminale e spiega a Luce che ciò che cerca esiste in un'altra dimensione, accessibile solo riformando la propria fede — non dominando, non controllando, ma credendo nel proprio fuoco interiore. Lo Spirito Antico comunica che il potere di Yods Veles Lucius, anche al due percento, può percepire questa dimensione alternativa. Luce comprende che guarire la terra richiede attraversare questa soglia e accettare che la via non passa attraverso il dominio ma attraverso l'umiltà del credere. La Regina delle Gatte conferma silenziosamente che il Dio Gatto ha mostrato la strada.

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La città giallo-verde aveva un cuore. Non dico metaforicamente. Dico che mentre procedevo verso il centro, seguendo la Regina delle Gatte attraverso strade che si stringevano e si allargavano come arterie di qualcosa di vivo, ho sentito un battito. Sotto i piedi. Nel selciato. Un pulsare lento, profondo, che corrispondeva al ronzio che mi aveva guidato fin qui. Come se la città stessa fosse un organo di qualcosa di immensamente più grande, e io mi stessi avvicinando al punto dove quel battito era più forte.

La Regina delle Gatte procedeva con una sicurezza che mi irritava e mi rassicurava in parti uguali. Irritava perché implicava che sapesse esattamente dove stava andando, mentre io brancolavo come un turista senza mappa in un luogo che non compariva su nessuna mappa. Rassicurava perché, in assenza di qualsiasi altro punto di riferimento affidabile — il cielo era di un giallo opaco che non indicava né ora né direzione, gli edifici verdi riflettevano immagini che non corrispondevano a nulla di reale — avere una guida con quegli occhi millenari era meglio che niente.

Il nefas juodas si teneva a distanza. Potevo sentirlo ai margini, come un mal di testa che non esplode ma non se ne va, un'ombra periferica che osservava e aspettava. Avevo imparato la lezione: niente fari, niente pietre misteriose, niente che accendesse il mio due percento di potere di Yods Veles Lucius come un faro nella notte. Camminavo leggero, o cercavo di farlo. Difficile camminare leggero quando porti dentro qualcosa di antico che non sai controllare.

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