Chapter 4
Capitolo 4
Danguolė ascolta la traccia audio anonima che ripete le parole di sua madre. Decide di infrangere il protocollo per rintracciare la fonte, scoprendo un collegamento con un utente nascosto nel sistema. Invia una risposta e riceve un messaggio di attesa, aprendo una nuova strada di comunicazione.
La traccia audio è lì, sullo schermo, come un'ombra che non si riesce a ignorare. Il protocollo dice di cancellare i file non identificati, di non aprire allegati sconosciuti. Ma la voce che ho sentito, anche solo per un attimo, era troppo simile a quella di mia madre. Non posso far finta di niente.
Prendo fiato, clicco. Il file si apre in un lettore minimale, senza informazioni sul mittente. Solo una durata: quarantasette secondi. Un numero che mi colpisce, come un segno. Quarantasette: la mia età, l'età in cui tutto sembra ancora possibile e già troppo tardi.
Preme play. La stanza si riempie di un fruscio, poi una voce – roca, tremante, ma stranamente familiare. Non è mia madre, lo capisco subito. È un'altra donna, forse più giovane, con lo stesso accento della mia infanzia, la stessa cadenza nelle parole. E dice esattamente ciò che mia madre sussurrava nelle notti più buie: «Non dimenticare chi sei, nemmeno quando il mondo ti vuole trasparente.»
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